dal programma di salaLa perfetta macchina teatrale, la poetica e il ritmo che si snoda come una partitura musicale, la somiglianza tra le condizioni di vita dei pescatori chiozzotti di metà 700 con quelle dei boscaioli e dei carbonai casentinesi di fine 800, sono stati i motivi ispiratori di questo adattamento.I pescatori di Goldoni solcavano l’Adriatico con le paranze e per mesi lasciavano le loro donne a casa, da sole. Fino a tutta la prima metà del 900 i tagliatori e i carbonai del Casentino partivano per la Maremma in una transumanza di lavoro, lontani dalle famiglie per intere stagioni. E’ stato interessante, e divertente, lavorare alla traduzione e alle reinvenzioni linguistiche del testo goldoniano, nel tentativo di ricostruire la vivacità del linguaggio chiozzotto, dialetto diverso e in parte estraneo allo stesso Goldoni che ne sottolinea l’immediatezza rude e stringata, difficilmente raggiungibile dal nostro casentinese. Se l’operazione è riuscita, e ce lo testimoniano i commenti degli spettatori anziani che confermano discorsi, comportamenti e situazioni rivissute, non ci arroghiamo alcun merito: solo i capolavori reggono alle riscritture e alle trasposizioni.Noi, regista ed attori, abbiamo cercato di assecondare il più possibile l’autore. Fascine, carbone e carbonella sostituiscono totani, cefali e sardine, uncinetto e ferri prendono il posto del tombolo, la zucca arrostita si cambia in pezzetto di “baldino” caldo. I personaggi cambiano mestiere ma mantengono gli stessi caratteri e le stesse posizioni sociali. L’unica licenza riguarda il cogitore del tribunale trasformato in un maresciallo dei carabinieri , figura ben presente nella realtà dei nostri paesi. |
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1° Premio Scenografia XII Rassegna teatrale Ambra (AR) 2004
Premio della Critica XII Rassegna teatrale Ambra (AR) 2004
2° Classificato XII Rassegna teatrale Ambra (AR) 2004
Partecipa alla rassegna Pan nostrale al Teatro Rifredi di Firenze 2005
Partecipa alla rassegna UILT Il teatro delle regioni al Teatro Cristallo di Bolzano 2006